Premio Cimitile 2026, si apre la 31ª edizione: il messaggio di San Francesco interroga il nostro tempo

A cura della psicologa Felicetta Lombardi 



Tra cultura, pace, dialogo e responsabilità collettiva, la serata inaugurale ha riunito istituzioni, studiosi e cittadini nel complesso delle Basiliche Paleocristiane.

Una serata intensa, ricca di riflessioni e di spunti per il presente, ha inaugurato la 31ª edizione del Premio Cimitile, confermando ancora una volta il ruolo di questa manifestazione come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio nolano e della Campania.

Nello scenario suggestivo delle Basiliche Paleocristiane, istituzioni, rappresentanti del mondo della cultura e cittadini si sono ritrovati per l'apertura ufficiale della settimana del Premio, dedicata quest'anno all'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi.

A coordinare l'incontro è stato il Dott. Diego Dionoro, giornalista della RAI TGR Campania, che ha guidato con professionalità e sensibilità il confronto tra i relatori, accompagnando il pubblico in una riflessione che ha intrecciato cultura, attualità, spiritualità e impegno civile. Attraverso domande puntuali e approfondimenti capaci di collegare il messaggio francescano alle sfide del presente, Dionoro ha contribuito a rendere il dialogo vivo e coinvolgente, favorendo il confronto tra istituzioni, mondo ecclesiale e protagonisti della vita culturale del territorio.

Ad aprire gli interventi è stata la Sindaca di Cimitile, Filomena Balletta, che ha definito il Premio Cimitile un autentico elemento identitario della comunità. Un patrimonio costruito in oltre trent'anni di attività che, grazie all'impegno della Fondazione Premio Cimitile, contribuisce non solo alla promozione della cultura ma anche alla valorizzazione del complesso basilicale e dell'intero territorio.

Nel suo intervento, la Sindaca ha evidenziato come i valori francescani della cura del creato, della cultura dell'incontro e della pace rappresentino ancora oggi riferimenti fondamentali per chi amministra una comunità. Ha invitato a riflettere sulla necessità di preservare l'ambiente, promuovere l'inclusione sociale e costruire relazioni fondate sul dialogo e sull'ascolto reciproco, sottolineando come il messaggio di San Francesco possa continuare a vivere nelle scelte quotidiane di ciascuno.

Il Presidente della Fondazione Premio Cimitile, Felice Napolitano, ha ripercorso le origini della manifestazione, nata nel 1996 come una sfida culturale per accendere i riflettori sulle Basiliche Paleocristiane. Da allora il Premio è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento nazionale, capace di richiamare scrittori, giornalisti, studiosi e personalità del mondo istituzionale, mantenendo sempre vivo il legame tra cultura e comunità.

Napolitano ha inoltre ricordato il valore simbolico di questa trentunesima edizione, la prima dopo la scomparsa di Ermanno Corsi, storico presidente del Comitato Scientifico del Premio, il cui contributo continua a rappresentare un punto di riferimento per la manifestazione. Ha poi illustrato il ricco programma della settimana, che spazierà dalla letteratura alla musica, dalla riflessione sociale ai temi della solidarietà e della cittadinanza attiva.

A portare il proprio saluto è stato anche Elia Alaia, Presidente dell'Associazione Obiettivo Terzo Millennio, realtà da cui prese avvio il percorso che avrebbe poi dato vita al Premio Cimitile.



Nel suo intervento, Alaia ha ricordato le origini della manifestazione, nata con l'obiettivo di riportare attenzione e partecipazione intorno al complesso delle Basiliche Paleocristiane. Ha sottolineato come, trentuno anni fa, quei luoghi avessero bisogno di essere riscoperti, custoditi e restituiti alla comunità, non solo come patrimonio archeologico e religioso, ma anche come spazio vivo di incontro e aggregazione.

Alaia ha evidenziato il valore della partecipazione del pubblico, definendola la vera linfa che consente al Premio di continuare a crescere anno dopo anno. La presenza dei cittadini, delle istituzioni e delle associazioni rende infatti possibile mantenere acceso quel riflettore culturale che, nel tempo, ha contribuito a far conoscere Cimitile ben oltre i confini locali.

Il suo intervento ha poi richiamato il messaggio di San Francesco, soprattutto in relazione alla pace e alla responsabilità personale. Alaia ha invitato ciascuno a sentirsi, nel proprio piccolo, costruttore di pace, ricordando che il cambiamento non può essere delegato solo ai grandi tavoli politici, ma nasce anche dalla base, dalle comunità e dalle scelte quotidiane.

Particolarmente significativo è stato il collegamento da Roma del professor Francesco Giorgino, nuovo Presidente del Comitato Scientifico del Premio Cimitile, che ha voluto salutare il pubblico sottolineando l'estrema attualità del messaggio francescano. Pace, fraternità, sostenibilità, dialogo interculturale e attenzione alla persona rappresentano ancora oggi, secondo Giorgino, una bussola indispensabile per orientarsi in un tempo caratterizzato da profonde incertezze e trasformazioni.

«Francesco è già tornato», ha affermato, ricordando come il suo insegnamento continui a vivere nella coscienza collettiva e nelle sfide della contemporaneità. Il docente ha evidenziato come il pensiero francescano rappresenti una risposta concreta ai fenomeni di individualismo, disgregazione sociale e perdita di riferimenti che caratterizzano il nostro tempo.

Loredana Raia, Presidente della Commissione Sanità della Regione Campania, ha evidenziato il valore educativo e sociale della manifestazione, richiamando l'attenzione sulle nuove generazioni e sulla necessità di costruire comunità capaci di ascoltare, accogliere e accompagnare i giovani.

Partendo anche dalla propria esperienza personale e dal legame con Padre Enzo Fortunato, Raia ha sottolineato come i ragazzi abbiano bisogno di punti di riferimento credibili e di luoghi educativi capaci di offrire ascolto e sostegno. Ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale delle scuole, delle famiglie, delle associazioni e delle istituzioni nel prevenire il disagio giovanile.

Nel suo intervento ha richiamato anche il concetto di "One Health", la moderna visione che considera interconnesse la salute umana, la salute dell'ambiente e quella animale. Un approccio che, come ha osservato, trova sorprendenti punti di contatto con il pensiero di San Francesco e con il suo celebre Cantico delle Creature.

Anche Giuseppe Bencivenga, Consigliere della Città Metropolitana di Napoli e Sindaco di Frattaminore, ha offerto una riflessione sul valore delle comunità locali, dell'associazionismo e della collaborazione tra territori.

Bencivenga ha posto l'accento sul crescente senso di solitudine che attraversa la società contemporanea, dalle famiglie alle istituzioni, fino ai giovani. Ha evidenziato le difficoltà nel dialogo con le nuove generazioni e l'importanza di costruire occasioni di incontro autentico. In questo contesto, il Premio Cimitile è stato indicato come un esempio virtuoso di comunità che riesce a fare rete, promuovere cultura e creare partecipazione.

Di particolare spessore è stato l'intervento di Don Giovanni De Riggi, parroco di Cimitile e docente di Storia della Chiesa, che ha guidato il pubblico in una lettura storica e spirituale della figura di Francesco d'Assisi.

Don Giovanni ha invitato a interrogarsi su una domanda fondamentale: siamo davvero sicuri di conoscere Francesco? Più che una figura da celebrare, Francesco è stato presentato come un uomo capace di inaugurare una nuova stagione della storia. Un uomo che ha vissuto un vero cambiamento d'epoca e che continua ancora oggi a parlare alle inquietudini dell'uomo contemporaneo.

Richiamando le parole di Papa Francesco sul fatto che non stiamo vivendo un'epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d'epoca, Don Giovanni ha sottolineato come il santo di Assisi sia stato protagonista di una trasformazione storica profonda, diventando l'uomo nuovo di un tempo nuovo.

Secondo Don Giovanni, il cuore dell'esperienza francescana non risiede semplicemente nei suoi insegnamenti, ma nella scoperta dell'amore come risposta alle domande più profonde dell'esistenza. Francesco fu innanzitutto un uomo alla ricerca di un senso per la propria vita e trovò in quell'incontro la forza di trasformare sé stesso e il mondo che lo circondava.

Momento centrale della serata è stata la presentazione del libro "E se tornasse Francesco" di Padre Enzo Fortunato.

L'autore ha spiegato di aver scelto la forma dell'intervista immaginaria per instaurare un dialogo diretto con Francesco, rendendolo una presenza viva e capace di parlare ancora alle persone di oggi. Attraverso episodi celebri della vita del santo, Padre Enzo ha mostrato come il messaggio francescano continui a offrire chiavi di lettura preziose per comprendere il presente.

Particolarmente intensa la riflessione sul celebre episodio del Lupo di Gubbio. Secondo Padre Enzo, Francesco non si limita a condannare il male, ma cerca di comprenderne le radici. Dietro ogni "lupo" esiste una comunità che deve interrogarsi sulle condizioni che lo hanno generato. Un richiamo alla responsabilità collettiva che riguarda le famiglie, le istituzioni, la politica e l'intera società.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai grandi conflitti internazionali, alle disuguaglianze economiche e alle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo. Padre Enzo ha ricordato come il messaggio di Francesco continui a rappresentare una provocazione attuale, invitando a superare la logica dello scontro per costruire percorsi di dialogo, incontro e riconciliazione.

La serata si è conclusa con un invito semplice ma profondo. Padre Enzo ha ricordato che la vera felicità, quella che Francesco chiamava "letizia", nasce dalla capacità di liberarsi dalla schiavitù del tempo, dalla povertà degli affetti e dalle maschere del falso perbenismo.

Tra cultura, spiritualità e impegno civile, la prima serata della 31ª edizione del Premio Cimitile ha offerto ai presenti non soltanto una presentazione letteraria, ma un'autentica occasione di riflessione sul presente e sul futuro delle nostre comunità.

Perché, come è emerso più volte nel corso degli interventi, forse la domanda non è soltanto se Francesco possa tornare. La vera sfida è comprendere quanto del suo messaggio siamo ancora disposti ad accogliere nella nostra vita quotidiana.

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